"Anche alla luce dei dati recenti forniti dal Documento di finanza pubblica, riteniamo sia utile mantenere una riflessione sui bonus per l'edilizia, evitando invece di chiuderla alla luce dell'esperienza del Superbonus", e "soprattutto riteniamo utile costruire 'ex novo' una politica di medio periodo che faccia leva su forme di agevolazioni fiscali sostenibili per lo Stato, che consentano l'efficientamento energetico e il miglioramento della sicurezza strutturale degli edifici, tenendo conto che il patrimonio residenziale italiano presenta livelli di vetustà e di degrado elevati e diffusi nel Paese".
A dirlo i rappresentanti della Rete delle professioni tecniche (Rpt) nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. "L'impatto che il Superbonus ha avuto sui conti pubblici, pur grave, rappresenta solo il volto di una medaglia. Gli oltre 120 miliardi di lavori finanziati attraverso il Superbonus, divenuti poi 131 miliardi per gli effetti di incentivi fiscali potenziati, si sono comunque trasformati in quota parte in gettito fiscale che è rientrato nelle casse dello Stato e in nuova occupazione, innescando significativi aumenti e meccanismi di crescita del PIL negli ultimi anni".
Ultimo, "ma non meno importante, è il ruolo degli Ecobonus nel risanamento energetico degli edifici e nell'innalzamento della quota di kilowattora risparmiati in una fase di crisi energetica che il nostro Paese e l'Europa vivono ormai da lungo tempo", è stato, infine sottolineato.







