L’Italia riscrive le regole sull’edilizia. E tra le novità spunta la stretta sulla possibilità di accedere ai bonus o agevolazioni. Non sarà possibile nel caso che l’immobile presenti abusi. A meno che non sia possibile sanarli. Il provvedimento è un modo per dare un quadro univoco e senza ambiguità, che distingua anche tra le varie competenze oggi spezzettate sui diversi livelli amministrativi, dallo Stato fino ai Comuni. Il nuovo codice dell’edilizia è stata approvato ieri in consiglio dei ministri. O meglio è stato approvato il disegno di legge che delega il governo a rivedere l’impalcatura di norme sulle costruzioni.

«Offriamo all’Italia regole più chiare e certe, tagliando la burocrazia», ha festeggiato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. L’intento è porre un freno a «contenziosi tra enti locali e magistratura che rischiano di paralizzare le città», ha festeggiato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. È lui ad aver voluto la delega, scritta nel solco del provvedimento cosiddetto Salva Casa varato lo scorso anno.

Di quelle regole il nuovo codice dovrebbe rappresentare la prosecuzione ed evitare che interpretazioni di leggi che si sono stratificate possano portare, come accaduto, a cause, processo e al blocco di decine di cantieri. Non è un condono ha voluto chiarire da subito il dicastero di Porta Pia, respingendo le accuse delle opposizioni su uno dei punti più contestati. La delega, infatti, intende «favorire la regolarizzazione degli abusi storici», ossia quelli precedenti alla legge ponte del 1967, si legge nei documenti che accompagnano il testo del disegno di legge.