Via libera alla riforma dell'edilizia.

Il consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega per la revisione del Tue, il Testo unico del settore. Ma è già polemica con le opposizioni che lo definiscono "un golpe contro il territorio", denunciando la sanatoria.

Gli obiettivi spaziano dalla semplificazione delle procedure alla digitalizzazione, dal superamento della frammentazione regionale al riordino dei titoli edilizi, passando per una sanatoria facilitata per gli abusi definiti storici, quelli cioè precedenti alla cosiddetta 'legge ponte' sull'urbanistica del 1967. E per ridurre i termini previsti per il rilascio o la formazione dei titoli edilizi e contrastare "l'immobilismo burocratico", si porrà "rinnovata enfasi sul meccanismo del silenzio-assenso", viene spiegato nella relazione illustrativa al provvedimento. Il governo avrà ora 12 mesi per adottare i decreti legislativi.

Esprime "soddisfazione" il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. "Con il codice edilizia aggiorniamo altre norme dopo più di vent'anni di attesa. Offriamo all'Italia regole più chiare e certe, tagliando la burocrazia: in questo modo non avremo più altri casi-Milano, con contenziosi tra enti locali e magistratura che rischiano di paralizzare le città", dice.