Sono davvero a rischio zafferano e pistacchi in Italia? Dovremo dire addio al risotto alla milanese e ai dolci realizzati con l'oro verde così amato dai golosi? L'avvertimento arriva direttamente dall'Ambasciata della Repubblica islamica dell’Iran in Italia che in un messaggio su X lunedì 27 aprile scrive confermando e riprendendo una notizia già circolata: "La guerra con l’Iran forse potrebbe arricchire le aziende produttrici di armi, ma minaccia le pasticcerie e i gusti autentici italiani" riporta la rappresentanza di Teheran a Roma. E continua: "Zafferano (90% dall’Iran): le scorte bastano solo per 6-7 mesi. Pistacchi: i prezzi sono schizzati alle stelle! Il risotto alla milanese, il gelato, i cannoli e altri dolci diventeranno più cari?".

Sui social i commenti non si fanno attendere. C'è chi non si preoccupa affatto del rischio di rimanere senza l'amato risotto. "Compriamo lo zafferano di Navelli...". E ancora: "Sapete che il miglior zafferano del mondo lo fanno in Toscana amici iraniani?". Oppure:"Pensavo che lo zafferano fosse abruzzese daje". La produzione italiana di quest'oro rosso da mangiare in effetti è una realtà anche se rappresenta una minima parte, pari a circa il 3% del mercato nazionale ovvero 600 kg su 23 mila kg. Prezioso e pregiato c'è lo zafferano abruzzese dell'altopiano di Navelli, in provincia dell'Aquila, a circa 700 metri sul livello del mare tra il massiccio del Gran Sasso e il Parco Naturale Sirente-Velino. Si trova fra i comuni di Barisciano, Caporciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Molina Aterno, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, San Demetrio ne' Vestini, Tione degli Abruzzi, Villa Sant'Angelo e L'Aquila.