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27 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 19:24
Confindustria vede nero. Il quadro attuale e di scenario, a seconda della durata della guerra in Iran e della conseguente chiusura ad oltranza dello stretto di Hormuz, pesa sulle stime di crescita dell’Italia e non solo. I rischi sono soprattutto per gli attuali volumi di export italiano, con un aumento dei costi per le imprese italiane di 7 miliardi se la guerra dovesse continuare fino a giugno e di 21 miliardi se il conflitto dovesse portarsi fino alla fine dell’anno.
“Una guerra che arriva fino a giugno, di fatto, metterebbe l’Italia in stagnazione con un tasso di inflazione più alto di quello che avevamo. Se la guerra dovesse proseguire fino a fine anno saremmo in recessione – dichiara alle commissioni parlamentari, Alessandro Fontana, direttore generale di Confindustria, che aggiunge – Una guerra più lunga, già fino a fine anno, potrebbe proiettarci nella più grave crisi energetica della storia“.







