L’ombra del conflitto in Iran si allunga pesantemente sulle festività pasquali degli italiani, trasformando quello che dovrebbe essere un momento di ripresa dei consumi in un esercizio di estrema prudenza finanziaria. I dati emersi dal sondaggio realizzato da IZI, società leader nelle analisi economiche e politiche, presentato questa mattina durante la trasmissione L’Aria che Tira su La7, delineano un quadro di profonda preoccupazione che investe quasi la totalità della popolazione.

Le conseguenze dirette della crisi in Medio Oriente si riflettono innanzitutto sulla propensione al viaggio. Secondo i dati IZI, si registra una contrazione del 45% per quanto riguarda i costi che gli italiani sono disposti a sostenere per le vacanze pasquali: quasi un cittadino su due rinuncerà a partire o ridurrà drasticamente il budget per gli spostamenti. Ma il pessimismo non si ferma al turismo; anche la tradizione culinaria subisce un colpo durissimo, con una riduzione prevista della spesa alimentare del 37%. Le tavole imbandite della Pasqua 2026 saranno, dunque, decisamente più sobrie.

La percezione di insicurezza economica è ormai sistemica: la preoccupazione per le ricadute del conflitto coinvolge il 95% degli intervistati. Al primo posto tra i timori degli italiani troviamo l'aumento incontrollato dei prezzi energetici, indicato dall'85% del campione come la minaccia principale. Seguono a ruota l’inflazione e la conseguente erosione del potere d'acquisto dei salari, un tema che angoscia il 56% della popolazione, mentre l'instabilità dei mercati finanziari è fonte di stress per il 50,4% dei cittadini.