Con una mail di 50 parole era stato licenziato, con un’altra mail poco più lunga è stato reintegrato. Tutto in 10 giorni. Si chiude così la storia di Giovanni, il tecnico informatico licenziato dopo 10 anni di lavoro per non aver superato un periodo di prova deciso nel cambio di appalto dell’Asl Città di Torino. Sulla vicenda raccontata da La Stampa si erano mobilitati il sindacato Cgil, il Consiglio regionale e la Camera dei deputati, facendolo diventare un caso nazionale.
Con tante scuse
«Mi è arrivata una mail in cui si scusavano e mi dicevano che c’era stato un mero errore amministrativo nel trattare la mia pratica – racconta il 55enne mentre cammina lungo un corridoio dell’ospedale Giovanni Bosco, dove oggi ha ripreso a lavorare -. Non so esattamente il motivo, ma ora sono stato reintegrato e sto solo aspettando che mi riattivino le credenziali per essere di nuovo operativo sui computer».
L’origine dell’errore
La storia di Giovanni è la storia di un meccanismo diabolico in cui si incrociano cambi d’appalto, periodo di prova e nuove regole della Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione. Nel 2025 l’appalto da 30 milioni di euro per «il noleggio di personal computer desktop, notebook, tablet e stampanti e servizi informatici» viene vinto da un nuovo raggruppamento di imprese. Tutti i lavoratori sono costretti a licenziarsi dalla vecchia ditta per poi essere riassunti da quelle nuove tramite l’agenzia per il lavoro Emea (una prassi diffusa nei cambi d’appalto, ndr). Per i primi giorni di lavoro di febbraio viene imposto un periodo di prova, che Giovanni inizia ma non finisce: in quel periodo viene ricoverato alle Molinette per un intervento. Pochi giorni dopo la fine della mutua riceve la comunicazione di licenziamento «per mancato superamento periodo di prova». Al danno di trovarsi senza lavoro a 55 anni, tuttavia, si aggiunge la beffa: niente indennità di disoccupazione. Un nuovo requisito introdotto dal governo con la legge di bilancio del 1015 prevede l’obbligo di maturare almeno 13 settimane di contributi con il nuovo lavoro per aver diritto alla Naspi.









