Era già in azienda quando ha ricevuto la telefonata. Era sua moglie: a casa era arrivata una raccomandata. Era il suo licenziamento. È così che un installatore della Itel Telecomunicazioni di Ruvo di Puglia, quindici anni di anzianità e cantieri in giro per il mondo, ha scoperto di non avere più un lavoro. Nessuna convocazione, nessun colloquio. Soltanto una lettera recapitata a casa mentre lui era già in turno. Il dettaglio che rende la vicenda ancora più amara è un altro: la raccomandata era stata spedita giorni prima. Nel frattempo l'azienda lo aveva continuato a convocare regolarmente, senza dirgli niente. Lui continuava ad andare al lavoro, ignaro di quello che stava per accadergli.

"Quando viene a mancare il lavoro ti manca l'asfalto da sotto i piedi. Il lavoro è una delle prime cose importanti nella vita di una persona, e scoprire di averlo perso in quel modo non è una cosa carina. Non mi hanno nemmeno guardato in faccia", racconta il lavoratore, che preferisce restare anonimo.

In azienda, nei mesi precedenti, c'era stato un cambio ai vertici. Che lui pensa possa aver influito ai fini del benestare. Ma quello che continua a tornare nel racconto è la sensazione che qualcuno, fra i colleghi, sapesse già. "Probabilmente qualcuno lo sapeva e non parlava. Quando sei al di fuori certe cose le percepisci in modo diverso, capisci chi ti era vicino davvero e chi no". Poi sono arrivate le telefonate. "Qualche collega mi ha chiamato, qualcuno che mi aspettavo non mi ha chiamato - dice - In azienda negli ultimi anni in molti hanno lasciato, e il clima non è mai stato dei migliori. Ora il silenzio si è fatto più pesante".