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Nell’inchiesta su Rocchi lo stralcio nato dalla denuncia di un avvocato su Nasca e Di Vuolo dopo Inter-Verona

L'appuntamento in procura è per giovedì alle 10 e solo allora il designatore d'arbitri Gianluca Rocchi potrà spiegare ai pm la sua posizione. Nel frattempo, nel day-after della bomba sganciata sul pallone nostrano con l'ipotesi di partite condizionate da accordi e favoritismi - ci sono solo musi lunghi e bocce cucite. Domenico Rocca, il guardalinee che ha presentato l'esposto che ha portato i pm a indagare, rimanda all'ufficio stampa. "Non posso assolutamente parlare, verrei deferito dalla procura federale". L'inchiesta del pm Maurizio Ascione, rivela sempre l'Agi che ha anticipato la notizia dell'indagine per frode sportiva nel campionato 2024-2025, parte l'estate scorsa. È a luglio scorso che l'assistente viene sentito dai pm in merito alle presunte "bussate" per orientare le decisioni degli addetti alla sala Var a Lissone, poi archiviato dalla giustizia sportiva. Sempre Rocca viene sentito sulla seconda ipotesi d'accusa, quella più grave: e cioè la scelta di arbitri graditi all'Inter. Tre gli episodi contestati a Rocchi: il primo del 2 aprile 2025 quando, durante l'andata del derby di Coppa Italia, avrebbe deciso "in concorso con più persone presso lo stadio di San Siro" l'arbitro di Bologna-Inter, cioè Andrea Colombo. Il secondo episodio sarebbe avvenuto il 20 aprile 2025, quando Rocchi avrebbe scelto Daniele Doveri, "poco gradito" al club nerazzurro per la semifinale di ritorno così da "assicurare all'Inter direzioni di gara diverse per l'eventuale finale di Coppa Italia e per il resto delle partite di A".