A partire dal 10 aprile, uno dei settori più prestigiosi del panorama culturale nazionale, quello dei festival musicali, ha vissuto giornate di forte incertezza. A causare questo disordine è stata la decisione del Consiglio dei ministri di procedere a una riduzione delle dotazioni di tutti i dicasteri per finanziare il cosiddetto decreto carburanti, ossia il Decreto-legge 3 aprile 2026, n. 42, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 aprile 2026. Si tratta di un pacchetto urgente di misure volto a contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti e a sostenere le imprese italiane, in particolare quelle agricole e quelle impegnate nei processi di internazionalizzazione.

Dopo alcuni giorni, tuttavia, la situazione è rientrata grazie all’allarme del Presidente di ItaliaFestival Francesco Perrotta e a un’interlocuzione diretta con il Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Sembra, quindi, che i tagli siano stati «sterilizzati», come ha annunciato lo stesso Giuli in un comunicato, pubblicato sul sito del Ministero, escludendo ulteriori riduzioni.

Tagli lineari al 5% ai grandi festival musicali

Resta sullo sfondo una situazione tutt’altro che rosea. Il nodo principale riguarda non soltanto le riduzioni dell’ultim’ora (di circa 130 mila euro) ai grandi festival, ma anche e soprattutto i tagli lineari del 5% applicati – a partire dalla Finanziaria del 2024 – agli stanziamenti previsti dalla legge 20 dicembre 2012, n. 238. Nel caso della Fondazione Rossini Opera Festival di Pesaro, ciò ha già comportato una riduzione progressiva di circa 150 mila euro in tre anni.