Dopo la massiccia mobilitazione da parte di istituzioni, sindacati, artisti e società civile, il governo ha deciso di rifinanziare lo storico Festival di Santarcangelo di Romagna (Rimini), a cui la Commissione progetti multidisciplinari del ministero della Cultura aveva dimezzato il punteggio attribuito, aprendo dunque la strada a una riduzione dei fondi nazionali. Il declassamento per la rassegna dedicata a teatro e arti della scena contemporanea resta ma questa – commenta il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale -, è “una battaglia vinta”, grazie “alla mobilitazione di territori, istituzioni, lavoratori della cultura e cittadini”. “Resta però la preoccupazione – fa notare – per un sistema di valutazione opaco, che ha prodotto punteggi incomprensibili e rischia di compromettere il futuro di tante realtà culturali”. Insomma, una vittoria a metà per la Regione guidata da de Pascale che, nelle scorse settimane, aveva protestato con forza per la decisione del ministero della Cultura.

“Continueremo a tenere alta l’attenzione, affinché la libertà di espressione, la qualità artistica e il pluralismo siano sempre tutelati e rispettati”, avverte il presidente della Regione. “Positiva anche la riammissione del Teatro di Gualtieri di Reggio Emilia inizialmente escluso – sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni -, anche se preoccupano il basso punteggio e la sensibile riduzione del finanziamento”. “La forte reazione del settore culturale, che ha visto insieme istituzioni, associazioni e semplici cittadini, ha evidentemente portato la direzione generale dello spettacolo, che ha definito le assegnazioni economiche, a trovare un equilibrio sulle risorse, che appare in contrasto con le forti riduzioni dei punteggi sulla qualità artistica assegnati dalla commissione”, aggiunge. In Emilia-Romagna, però, la preoccupazione rimane, “in particolare – spiega Allegni – in merito ai criteri che guidano le assegnazioni, considerato che moltissimi festival hanno subito diminuzioni dei punteggi, mentre sono pochissimi quelli che hanno ricevuto una riduzione del sostegno economico effettivo. Il tema dei punteggi rappresenta in ogni caso il nodo più critico, per la visione culturale e strategica che ha portato a quelle scelte e perché più della metà delle valutazioni sulla qualità artistica sono sotto i 15 punti: un’ulteriore riduzione il prossimo anno, sotto la soglia di 10 punti, potrebbe portare all’esclusione dal finanziamento”. “Attendiamo anche gli esiti relativi al comparto Teatro la cui commissione, dopo le dimissioni dei tre componenti indicati da Regioni, Upi e Anci, non è ancora riuscita a deliberare in merito alle riammissioni dei soggetti declassati, ritardando le assegnazioni da parte del Ministero”, mette in chiaro Allegni.