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L'ex ad rinuncerà alla buonuscita se otterrà la nomina dall'assemblea del Cane a sei zampe

La partita si chiude con un accordo che recepisce integralmente la linea del governo e mette fine a una delle polemiche più insidiose sulle partecipate. Terna ieri ha reso noto che l'ad Giuseppina Di Foggia (in foto) ha sottoscritto l'intesa per la cessazione anticipata del rapporto e, soprattutto, che rinuncerà all'indennità integrativa di fine rapporto da oltre 7 milioni di euro nel caso di nomina alla presidenza di Eni. Una scelta che sblocca definitivamente il passaggio e archivia un nodo che aveva assunto un evidente rilievo politico.

La rinuncia all'indennità di fine rapporto per la posizione di direttore generale, stimata e accantonata in 7,189 milioni, è parte integrante dell'accordo ed è subordinata alla nuova nomina. In questo modo si evita un cortocircuito che avrebbe visto una dirigente transitare da una partecipata all'altra, entrambe riconducibili allo stesso perimetro pubblico (Cdp è l'azionista di maggioranza di entrambe), incassando al contempo una liquidazione milionaria. Una soluzione che ristabilisce coerenza e mette ordine in una vicenda che rischiava di sfuggire di mano.