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Mef in campo: "Con noi basta maxi buonuscite"
S'incendia il caso Giuseppina Di Foggia (in foto), l'ad uscente di Terna e candidata dal ministero dell'Economia a presidente di Eni (ora per lo meno molto a rischio). La manager non vuole rinunciare alla buonuscita da 7,3 milioni di euro che invece non le spetterebbe più qualora venisse nominata nel Cane a Sei Zampe: è infatti previsto che l'indennità non sia da corrispondere nel caso di un passaggio a una società infragruppo (Cdp è azionista di riferimento di Terna ed Eni). Inoltre, non potrebbe ricoprire la carica di presidente in Eni qualora ancora conservasse la poltrona di ad in Terna, dalla quale non si è ancora dimessa proprio per non perdere il diritto all'indennità. Di Foggia era stata nominata alla guida della società della rete elettrica nel maggio del 2023 nel primo giro di grandi nomine pubbliche del governo Meloni. Lei era stata una dei volti nuovi, dopo l'esperienza manageriale nel gruppo Nokia.












