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La premier convince la manager al passo indietro da Terna senza buonuscita. Gli altri dossier aperti
La svolta arriva nel giro di poche ore e chiude una delle partite più delicate sul tavolo del governo. Giuseppina Di Foggia (in foto) ha infatti manifestato la disponibilità a rinunciare all'indennità di fine rapporto da Terna, aprendo così la strada al suo approdo alla presidenza di Eni e disinnescando definitivamente la polemica sulla buonuscita da 7,3 milioni di euro. Una scelta che recepisce in pieno la linea dettata dall'esecutivo e che segna un punto politico per Giorgia Meloni.
Non a caso, la premier era stata chiarissima ieri mattina. "Penso che la Di Foggia debba scegliere tra la presidenza dell'Eni e la buonuscita di Terna. Mi pare abbastanza semplice la questione. Questa è una scelta di Di Foggia, in caso contrario valuteremo le nostre alternative". Un ultimatum che, alla prova dei fatti, ha prodotto l'esito auspicato. La nota di Terna formalizza il passaggio, spiegando che l'amministratore delegato è "pronta a sottoscrivere un accordo per la rinuncia all'indennità nel rispetto delle procedure e dei principi di corporate governance".






