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Fazzolari dà la linea a urne appena chiuse. La premier convinta che la sinistra esca indebolita dal voto: non traina i suoi sul lavoro e fa flop sulla cittadinanza

da Roma

Il dato numerico non è consolante, perché se pure era chiarissimo che il quorum non si sarebbe mai raggiunto in pochi si aspettavano un'affluenza del 30% e spicci, un segnale non certo confortante per lo stato di salute del nostro sistema democratico. Il dato politico, invece, è sotto gli occhi di tutti ed è certificato dallo psicodramma in corso in queste ore nel Pd, dove in molti sono convinti che la consultazione referendaria sia stata «un gigantesco regalo a Giorgia Meloni». Sotto il profilo del metodo, perché quello che doveva essere un inizio di spallata al governo si è rivelato un autogol. Davvero troppo bassa l'affluenza, su cui forse ha inciso anche la complessità di alcuni quesiti estremamente tecnici. Un vero e proprio schiaffone per il cosiddetto campo largo. Ma anche sotto il profilo del merito il risultato è pessimo, perché il quesito sulla cittadinanza insieme all'immigrazione uno dei temi più divisivi tra maggioranza e opposizione fa registrare oltre il 37% di no. Un dato davvero inatteso considerando che a votare sono andati soprattutto elettori di centrosinistra.