Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

La premier a testa alta in parlamento ha messo a tacere le speculazioni delle opposizioni che speravano nelle sue dimissioni

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata alla Camera questa mattina per tenere in Aula la sua “informativa sull'azione del governo”, che non poteva che prendere il via con il risultato del referendum sulla Giustizia. “L'Italia ha visto una grande partecipazione democratica con un esito chiaro, e noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani: rimane il rammarico per aver perso una occasione a nostro avviso storica, perché la riforma della giustizia rimane una necessità, e non sono solo io a dirlo”, ha spiegato la premier, auspicando che “il cantiere di quella riforma non venga abbandonato perché i problemi sotto il tappeto rimangono”.

Meloni ha sottolineato la “grande polarizzazione” generata da questa consultazione popolare, che ha visto "un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro”. Il risultato non è stato promosso dal Governo e su questo le opposizioni hanno cercato di far leva per chiedere perfino le dimissioni che, come spiegato da Meloni fin dall’inizio, in caso di sconfitta non ci sarebbero state. “Si continua a parlare di rimpasti, fase due, alchimie di palazzo, un mondo distante anni luce da noi. Non c'è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato”, ha ribadito il premier, scandendo bene in Aula ai colleghi onorevoli che “non c'è alcuna intenzione di fare un rimpasto”, perché “con tutti i limiti che abbiamo, questo rimane il governo che – nonostante si sia trovato a gestire la peggiore congiuntura degli ultimi decenni – ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse, e fondamentali economici decisamente migliori di quelli che aveva negli anni passati”. Non è all’orizzonte “nessuna dimissione e non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo, governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare”