Chi lascia Bolzano e prende la Südtiroler Weinstraße entra lentamente in un altro paesaggio. La strada del vino scende verso sud con curve larghe e viste aperte sui vigneti. Sono una quindicina di chilometri che sembrano fatti apposta per rallentare il passo. Le pergole disegnano i pendii, i masi appaiono tra i filari e, all’improvviso, tra gli alberi compare uno specchio d’acqua. È il lago di Caldaro, il più grande bacino naturale dell’Alto Adige e uno dei laghi balneabili più temperati dell’arco alpino. Attorno a quelle rive nasce da secoli un rosso che prende il suo nome dal lago stesso: Kalterersee. Il paese che lo circonda conta poco più di ottomila abitanti divisi in otto frazioni e vive di agricoltura da generazioni.

Vini di montagna e piatti di mare: l’Alto Adige da bere sulla cresta dell’onda

Territorio

I vigneti occupano circa 760 ettari, a cui se ne affiancano oltre 860 di frutticoltura, e formano un mosaico di piccoli appezzamenti che cambiano inclinazione e suolo da collina a collina. Qui domina la Schiava, varietà storica dell’area bolzanina. Le pergole che sorreggono le viti non sono soltanto una scelta agronomica. Sono un elemento del paesaggio, una struttura che protegge i grappoli dal sole diretto e che da lontano dà alle colline una trama quasi poetica nella quale il lago svolge un ruolo decisivo. L’acqua trattiene il calore e rende il clima sorprendentemente mite per queste latitudini.