Il calcio italiano ripiomba nel baratro, scosso da un terremoto giudiziario che evoca i fantasmi più cupi della storia recente. Vent’anni dopo Calciopoli, il copione sembra ripetersi. Anche se c’è da dire che le differenze fra le due situazioni sono per ora parecchie. Al centro del nuovo scandalo, l’uomo che più di ogni altro dovrebbe garantire l’integrità del sistema: Gianluca Rocchi, il designatore degli arbitri di serie A e B, indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. L’inchiesta, condotta dal pm Maurizio Ascione, punta la lente d’ingrandimento sul campionato 2024-2025, ipotizzando una trama di pressioni e manipolazioni che avrebbero inquinato la regolarità della massima serie. L’interrogatorio di garanzia è già fissato per il 30 aprile.

Una delle accuse è che Rocchi abbia condizionato alcune scelte di campo dei direttori di gara esercitando pressioni inIl secondo capo d’imputazione amplia lo scenario a una vera e propria strategia di “schermatura” delle designazioni. Durante la semifinale di andata di Coppa Italia del 2 aprile 2025, il designatore avrebbe manovrato la scelta di Daniele Doveri per la direzione della gara, con lo scopo di “bruciare” il nome di un arbitro ritenuto “poco gradito” alla squadra nerazzurra per l’eventuale finale di torneo e per le successive partite di cartello del campionato, assicurando all’Inter direttori di gara ritenuti più funzionali per le sfide decisive.