AGIA NAPA (Cipro) Agia Napa, la località sulle coste cipriote che ieri ha ospitato la cena dei leader Ue, è di gran lunga più vicina a Beirut, al Medio Oriente in fiamme, che a Bruxelles. Ma non c'è solo il dato geografico a rendere la guerra in Iran il convitato di pietra del vertice informale di Nicosia: sebbene ne sia rimasta fuori militarmente, il conflitto ha travolto l'Europa con gli effetti della chiusura di Hormuz e della conseguente crisi energetica che morde le tasche dei cittadini di tutta Europa. Non a caso è il dossier più pesante sul tavolo dei 27. È la seconda volta che i leader si riuniscono dall'attacco a due punte sferrato all'Iran, eppure l'Europa - ormai a due mesi dalla guerra decisa da Trump e Netanyahu - sembra ancora destinata a restare alla finestra, tagliata fuori da un conflitto che ancora una volta la vede lontana miglia dalle decisioni che contano.

E se è vero che i missili da giorni tacciono, è anche vero che l'allarme per i prezzi e le forniture di gas e petrolio dal Golfo non ha mai smesso di suonare. Un intervento Ue, su modello dello strumento Sure o perfino del Recovery Plan, al vertice cipriota continua ad essere escluso. Anche perché, osservano fonti di Palazzo Berlaymount, «la crisi resta molto volatile e imprevedibile». Anche la sospensione del patto di stabilità, chiesto a gran voce da Giorgia Meloni, allo stato attuale è una richiesta destinata a cadere nel vuoto.