Sul volo papale - «Porto con me la foto di un bambino musulmano che, nella mia visita in Libano, stava aspettando con un cartello, c’era scritto “benvenuto Papa”. Poi, in questa ultima parte della guerra, è stato ucciso». Leone XIV parla sul volo che lo ha riportato a Roma, ieri sera. Diciottomila chilometri e sedici aerei (più due elicotteri) in undici giorni, lungo un «pellegrinaggio di pace» cominciato in Algeria all’inizio della settimana scorsa e proseguito tra Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. «Spero stiate tutti bene, pronti per un altro viaggio!», sorride ironico Prevost quando raggiunge i giornalisti in fondo all’aereo. Ma poi lo sguardo si fa assorto, mentre parla delle «vittime innocenti» in Medio Oriente.
Papa Leone sul volo di rientro dall'Africa: «Porto con me la foto di un bimbo musulmano che mi aveva accolto in Libano ed è stato ucciso»
Sulla benedizione delle coppie omosessuali in Germania: «Ci sono questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà di uomini e donne, la libertà religiosa, che dovrebbero avere la priorità»












