(di Manuela Tulli) Undici giorni, quattro paesi, quasi 18mila chilometri di soli spostamenti aerei, lingue e fedi diverse, ma un filo rosso costituito dalle cicatrici di questi popoli che ancora cercano di essere lenite.
Papa Leone XIV domani volerà in Africa, dove visiterà Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale.
Parlerà di pace e di giustizia, di lavoro e riscatto, ma vivrà anche la gioia di popoli che da tempo non hanno visto la visita di un Pontefice e che si sono preparati con cura.
Visiterà santuari e prigioni, università e orfanotrofi, in un viaggio intenso che lo vedrà in Paesi che non conquistano normalmente le cronache dei giornali occidentali. "Il filo conduttore di questo viaggio apostolico sta nella scelta del Santo Padre di portare la presenza della Chiesa là dove la sofferenza umana è più acuta. Quattro Paesi diversi per storia, contesto sociale e sfide politiche, ma accomunati da una realtà di fondo - ha spiegato il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ai media vaticani - segnata da luci e ombre: comunità cattoliche vitali e radicate, ma anche povertà, fragilità, disuguaglianze e tensioni irrisolte. Papa Leone XIV si reca in Africa per stare vicino a chi vive nelle periferie esistenziali".













