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La commissione appena nominata toglie dalla gara i Paesi sanzionati dalla corte penale internazionale
Non c'è pace per la sessantunesima Biennale d'arte di Venezia, colpita al cuore dalle tensioni della politica internazionale che si riverberano sulla gestione dei padiglioni. Ieri tra i vari scossoni il più grosso è arrivato proprio dalla giuria appena nominata. "Niente premi ai Paesi accusati di crimini contro l'umanità" che esporranno. Saranno pertanto esclusi dalla competizione per conquistare i Leoni d'oro e d'argento la Russia e Israele. La decisione è stata adottata autonomamente dalla giuria dell'Esposizione Internazionale: e quindi saranno esclusi dalla valutazione per i premi più importanti, che saranno consegnati il 9 maggio, i Paesi i cui leader sono attualmente accusati dalla Corte Penale Internazionale di crimini contro l'umanità.
La scelta, molto netta, è stata resa pubblica ieri, subito dopo la nomina della giuria tutta al femminile, presieduta da Solange Oliveira Farkas, curatrice brasiliana e fondatrice di Videobrasil. Il documento segna una presa di posizione che intreccia etica, politica e funzione storica della manifestazione veneziana. Nel testo, come riporta l'Adnkronos, vediamo come ha spiegato la sua scelta la giuria a partire dal fatto di riconoscersi in "una responsabilità verso il ruolo storico della Biennale come piattaforma che connette l'arte alle urgenze del suo tempo".








