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Bocciate le richieste di esclusione: regole più rigide ma nessuna sanzione. Spagna, Irlanda e Olanda si schierano contro la decisione

L’Eurovision non si piega alle pressioni del fronte pro-Pal e conferma la presenza di Israele al prossimo festival. Dopo settimane di polemiche, accuse e richieste di esclusione, l’Unione Europea di Radiodiffusione (Ebu) ha messo nero su bianco la sua decisione durante l’assemblea generale convocata d’urgenza proprio per esaminare gli attacchi contro lo Stato ebraico.

Alcuni Paesi, sostenuti dall’immancabile frangia militante che vorrebbe trasformare ogni evento culturale in un tribunale politico, chiedevano la squalifica di Israele per presunte “interferenze” nelle votazioni e per la sua condotta nella guerra a Gaza. L’Ebu, invece, ha preferito la linea della fermezza: sì a nuove regole più rigide per il voto, così da evitare qualsiasi contestazione futura, ma nessuna espulsione. Risultato: l’artista israeliano salirà regolarmente sul palco.