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Spagna, Olanda, Islanda, Irlanda e Slovenia minacciano il boicottaggio. A Londra le proteste contro la Netrebko

Può un'opera ultrasecolare di Puccini, Tosca, trasformarsi in un caso diplomatico? Sì, se a vestire i panni della protagonista è Anna Netrebko, soprano russo che giovedì ha inaugurato la stagione del Covent Garden. All'ingresso del teatro londinese, gli spettatori hanno dovuto farsi largo tra manifestanti con cartelli "Stop Netrebko". C'è chi considera i suoi trascorsi di simpatia per Putin ancora imperdonabili, nonostante lei abbia condannato l'invasione e si sia trasferita a Vienna.

Il Covent Garden, però, ha anteposto le ragioni dell'arte al politicamente corretto: per inciso, corretto per chi? E, come previsto, Netrebko ha offerto una Tosca da Formula 1, con sold out anche per le recite successive, mentre nelle serate in cui Tosca sarà Aleksandra Kurzak, restano ancora decine di biglietti. Spostiamoci al Metropolitan di New York, dove Netrebko era la diva assoluta e così assiduamente presente da comprarsi un attico con affaccio su Central Park. Il Met la bandisce dal 2022, il tempio dell'inclusività americana intanto fatica a riempire la sala, per scongiurare il fallimento ha appena incassato una discutibile donazione da 100 milioni di dollari dall'Arabia Saudita, Paese non esattamente sinonimo di libertà.