VENEZIA - «Quell’uomo è crollato davanti ai miei occhi: aveva i vestiti talmente zuppi di sangue che non capivo nemmeno in quale parte del corpo fosse ferito». A raccontare gli istanti immediatamente precedenti e successivi all’accoltellamento di mercoledì sera in calle Lunga San Barnaba, sono due imprenditori che in quel momento stavano lavorando nel proprio locale; le cui storie si sono incrociate con quelle dei due feriti. Vittime dell’aggressione, un tunisino di 32 anni ferito al volto e all’addome e un connazionale di 37 anni, colpito con un fendente alla schiena e su un gluteo.
«Ieri sera (mercoledì, ndr), come ogni altra, la porta del mio locale era aperta – racconta il titolare del bacaro Dai Fioi Raoul Chiarato –. Verso le 20.20, un uomo è entrato nel mio locale con il viso, i vestiti e le mani ricoperti di sangue. Si è avvicinato al frigo che si trova vicino all’entrata, l’ha aperto e si è preso una lattina di cola. Nel farlo, però, ha imbrattato tutto il frigo di sangue, che stava gocciolando anche sul pavimento. Quindi, da dietro il bancone, gli ho chiesto cosa stesse facendo e cosa gli fosse successo. Lui, però, non mi ha mai rivolto la parola; semplicemente ha preso la lattina ed è uscito nella calle. A quel punto ha aperto la lattina usando i denti e si è versato la coca cola in testa e sul viso, per ripulirsi dal sangue».









