VITTORIO VENETO - «Erano le 18.20. In via del Maniero ho notato quest'uomo sulla quarantina, in piedi. Barcollava. Si è voltato verso di me e ho notato che il sangue gli colava dal naso e dal mento. "Non trovo la vena. Non trovo la vena" urlava». È il racconto di un ciclista che proprio sotto casa si è trovato ad assistere a una scena raccapricciante. Un quarantenne tentava di infilarsi l'ago di una siringa nel braccio. E non è stato il solo: in quel momento passeggiava su quella via anche una mamma con il passeggino che, non appena si è resa conto di quello che stava succedendo a qualche metro da lei, ha fatto retrofront.
Il ciclista vittoriese ha chiamato il 112, ma qualche minuto dopo - ridisceso per un impegno - ha ritrovato davanti a sé lo stesso soggetto: si era spostato in via Bernardo De Marchi. «Aveva appoggiato a terra un cucchiaino e due siringhe. Si stava preparando un'altra dose proprio lì sul marciapiede come se non fosse nulla. Ho dovuto dire a un bambino in bicicletta di non andare oltre. È degradante». Più tardi sul posto sono intervenuti il Suem e una pattuglia dei carabinieri: lo hanno calmato e medicato, sequestrando tutto ciò che era illecito.
Il caso ha riacceso il dibattito in città, in particolare sulla presenza di persone che stazionano nelle aree verdi del Comune in atteggiamenti non consoni ad uno spazio pubblico. «Una situazione veramente indecorosa per la città e anche brutta perché se si stava drogando quella persona stava mettendo a rischio la propria vita ed evidenzia come la piaga della droga esista sempre» commenta la sindaca Mirella Balliana. Quanto alle frequentazioni nel parco "Marcon", Balliana dice: «Dobbiamo trovare una soluzione anche se non è facile. Le segnalazioni le vedo sui social, ma a me direttamente non arrivano. Ho capito che c'è un certo disagio evidente. Queste persone sono state avvicinate anche dai nostri servizi sociali e pare che una di queste sia stata convinta a intraprendere un percorso di disintossicazione».







