«Prima che calciatori siamo persone con una famiglia e una reputazione. Ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti oggetto dell'inchiesta». È l’attaccante portoghese dei Milan, Rafael Leao, il primo a rompere il silenzio dei circa 70 calciatori tirati in ballo, senza puntuali e circostanziati riscontri ai loro comportamenti, nell’inchiesta della procura di Milano sul giro di escort, promosso dalla coppia di impresari Debora Ronchi e Emanuele Buttini dietro lo schermo di organizzazione eventi mondani rivolti a facoltosi clienti. «Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato - aggiunge con una storia Instagram il 26enne padre di due gemelli. - Invito tutti a evitare di associare il mio nome a questa situazione in modo arbitrario o superficiale, senza attenzione per la verità e rispetto per la vita privata».

La stessa piattaforma social è stata scelta anche dal centrocampista del Torino, Marcus Holmgren. Il suo cognome è stato menzionato in un’intercettazione riportata negli atti d’inchiesta associato a un presunto e generico pagamento di mille euro che avrebbe dovuto fare a uno degli organizzatori delle cene e delle serate in discoteca. «Negli ultimi giorni - è la versione del norvegese -sono circolate notizie su di me che non corrispondono alla realtà. Non ho alcun coinvolgimento nei fatti riportati né legami con gli ambienti citati».