A Villa Migone gli studenti genovesi e il ricordo della Resa nazista del 1945

Genova - "La storia della Liberazione la considera divisiva chi magari vorrebbe celebrare i morti di Salò. Per noi parlare di Resistenza non è divisivo ed è sbagliato associare i partigiani all'estrema sinistra, fu un movimento con tante anime. Celebrarlo significa guardare avanti e parlare ai giovani. Quello che cerchiamo di fare come amministrazione con l'impegno sugli spazi universitari, sugli eventi e sulla partecipazione". Silvia Salis si siede per la prima volta da sindaca al tavolo di Villa Migone dove 81 anni fa si incontrarono, ospiti del cardinale Pietro Boetto, i comandanti partigiani con il generale nazista Meinhold. "Una resa a forze popolari che per l'esercito germanico fu un unicum a livello europeo", ricorda Mino Ronzitti, presidente dell'Ilsrec.

Giacomo Ronzitti (foto Pambianchi)

"Il messaggio importante per i giovani è che la libertà non si perde da un giorno all'altro, così è successo nel fascismo. Si perde poco a poco e bisogna per questo portare avanti la memoria. E poi bisogna celebrare il ruolo delle donne: siamo a 80 anni dal primo voto femminile e la Resistenza fu un momento di emancipazione", aggiunge la sindaca parlando agli studenti dell'Einaudi Casaregis riuniti a Villa Migone. Con la prima cittadina e Ronzitti ci sono Adelmo Cervi, figlio di uno dei sette fratelli fucilati dai fascisti, il direttore dell'ufficio scolastico Alessandro Clavarino e il direttore del Secolo XIX Michele Brambilla. In sala ci sono anche i discendenti dei firmatari dell'atto di resa, del generale Meinhold e del comandante partigiano Remo Scappini.