La gelosia, ossessiva, si era trasformata in un autentico controllo militare: l’uomo pretendeva di leggere tutti i messaggi che arrivavano al cellulare della compagna e guardava continuamente dentro il suo portafoglio. Un autentico incubo. «Questo è l’ennesimo, gravissimo esempio di applicazione della Sharia in Italia e di tutta la violenza psicologica e fisica che l radicalizzazione comporta. La donna viene sottomessa, è un oggetto sessuale e, se non si conforma alla volontà islamica, viene punita e violata, in nome di Allah- ha ricordato l’europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint Questo episodio si aggiunge alle centinaia di storie che ogni giorno sentiamo e raccontiamo, e dimostra l’assoluta incompatibilità dell’interpretazione radicale dell’Islam, purtroppo sempre più diffusa, con il nostro sistema giuridico».
Il problema risiede nella diffusione di episodi che, giorno dopo giorno, stanno diventando sempre più frequenti. «Serve un argine a tutto questo: è necessario bloccare la diffusione del fanatismo islamico. Serve approvare la legge che ho presentato e depositato, insieme ai colleghi della Lega, in Parlamento - ha concluso l’esponente del Carroccio - E poi, per chi si macchia di crimini così violenti e profondamente incompatibili con i valori che fondano la nostra società, c’è solo una soluzione: la remigrazione».







