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Il tribunale ha confermato le misure già stabilite dal gip per i medici indagati nel reparto di Malattie infettive a Ravenna
Il tribunale di Ravenna ha respinto il ricorso delle tre dottoresse dell’ospedale di Ravenna sospese per 10 mesi nell’ambito dell’inchiesta sui certificati anti-rimpatrio. I medici indagati sono in tutto 8 ma solo per 3 di loro è scattata la misura sospensiva completa mentre per gli altri è stata disposta solamente l’interdizione dallo specifico compito legato ai certificati per i Cpr. Solo le tre dottoresse sospese hanno avanzato il ricorso per tentare il reintegro, che però è stato respinto dal tribunale di Ravenna, che ha confermato la misura del gip Federica Lipovscek.
Le motivazioni non sono ancora state depositate, servirà probabilmente qualche settimana per conoscere la ratio dietro la decisione del tribunale. Il gip ha disposto la sospensione delle dottoresse, e l’inibizione alla compilazione dei certificati per gli altri, come misura necessaria per contrastare il rischio di reiterazione dei reati contestati anche a seguito della notizia di indagine. La richiesta della difesa delle dottoresse era quella di alleggerire la misura, quindi di ottenere un reintegro in struttura accedendo a uno strumento cautelare più blando rispetto alla sospensione completa dal servizio. La sospensione di 10 mesi è comunque più lieve rispetto alla richiesta avanzata dai pm, che avevano chiesto un anno di allontanamento dall’ospedale. L’indagine si basa su certificati che, secondo l’accusa, sarebbero stati emessi al solo scopo di non far entrare gli stranieri nei Cpr e avviare, di conseguenza, le procedure di rimpatrio.






