Si chiama Denys Kojada il giovane ucraino, ex studente all'università cattolica, che per quattro anni, poco dopo l'inizio della guerra in Ucraina, ebbe un rapporto molto personale assai intenso con Francesco. L'amicizia nacque da uno scontro epistolare. Il pontefice lo invitò a Roma per un colloquio. In occasione del primo anniversario della morte di Bergoglio, nel testo che qui pubblichiamo Denys ha voluto raccontare in presa diretta i suoi incontri, una trentina in tutto. Una testimonianza personale e specialissima che contribuisce a rendere ancora più sfaccettato e ricco il pontificato di Francesco.
L’Ucraina martoriata: è così che la chiamava Papa Francesco, ricordandola costantemente nelle sue preghiere e invitando il mondo a pregare insieme a lui. (…) La nostra conoscenza è iniziata con una lettera di indignazione. Quando il Papa ha detto che un politico europeo, ancor prima dell’inizio della guerra su vasta scala, lo aveva avvertito di un possibile conflitto provocato dall’«abbaiare della Nato», queste parole in Ucraina sono state percepite come un’offesa particolare (…) Tutto questo mi ha spinto a scrivere una lunga lettera al Papa e a consegnarla tramite un conoscente, un amico del Santo Padre. Speravo che il Pontefice rispondesse? No. Speravo solo che la leggesse. Ma letteralmente nel giro di poche ore è arrivata la risposta. Era piena di sincerità e del desiderio di comprendere la causa del mio dolore. «Mi dispiace di aver causato dolore. Sono con voi e prego per l'Ucraina. Ma forse lei ha ragione. Forse mi sono sbagliato. E quindi le chiedo: mi aiuti. Potrebbe venire a trovarmi?»














