Roma, 19 apr. (askanews) – “Papa Francesco fu davvero il Papa della pace. E oggi, forse più di ieri, ne abbiamo bisogno”. Così lo ricorda mons. Yoannis Lahzi Gaid, ex segretario del Pontefice argentino, a un anno dalla morte di Bergoglio, il 21 aprile 2025.

“Il Medio Oriente appare più lacerato di un anno fa: conflitti persistenti, tensioni irrisolte, un integralismo religioso che si nasconde dietro apparenze di pietà, e crisi economiche che spingono milioni di persone verso la migrazione, la povertà o la disperazione. In questo scenario – scrive mons. Lahzi Gaid – il nome di Francesco torna con forza a porre una domanda essenziale: e se il mondo avesse davvero ascoltato la sua voce?”

“Papa Francesco non è stato soltanto il capo della Chiesa cattolica. Divenne rapidamente una coscienza del mondo – prosegue – un riferimento morale per chiunque cercasse una pace autentica, non fondata sulla forza delle armi, ma sulla dignità della persona. Nel nostro Medio Oriente non fu mai un ospite di passaggio, fu un fratello, un amico che portava nel cuore le ferite di queste terre e difendeva le sue popolazioni nei momenti più difficili. Scrivo oggi da figlio di questo Oriente e da testimone diretto, avendo accompagnato il Santo Padre nella maggior parte delle sue visite storiche nella regione. Tappe che non si sono limitate a trasformare l’immagine della Chiesa, ma hanno ridefinito il concetto stesso di dialogo interreligioso, abbattendo muri costruiti nel corso di decenni”.