In epoca di ritorno dell’uomo alla conquista dello spazio cosmico, con il programma Artemis che punta a riportare l’uomo sulla luna nel 2028, fa effetto ritornare ad ammirare la scoperta dello spazio artistico di un pittore poliedrico come Leone Minassian, a 30 anni dall’ultima grande antologica a lui dedicata. Le sue forme surreali colorate, sospese e attorcigliate nell’aria, evocano astronavi in volo o esplosioni di energia solare nel firmamento.
Anche per questo risulta azzeccato e in linea con i tempi il titolo della mostra promossa e organizzata dalla Provincia di Rovigo a Villa Badoer di Fratta Polesine (Ro) “Leone Minassian. Forme nello spazio”, dedicata al pittore armeno d’origine e veneziano d’adozione. L’esposizione monografica, un’ottantina di opere, è aperta fino al 7 giugno nei fine settimana (venerdì-domenica, ore 9,30-18,30, informazioni AquaLab 366.3240619 e info@villabadoer.it). È curata da Alfredo Sigolo, funzionario del Servizio Cultura dell'ente, con saggi in catalogo di Stefania Portinari, docente di Ca’ Foscari a Venezia, e Nicola Gasparetto, responsabile della Cittadella del cultura di Lendinara. L'allestimento al Piano nobile della villa palladiana offre al pubblico l’opportunità di riscoprire il percorso visionario del poliedrico pittore, come critico d’arte anche collaboratore del “Gazzettino”. Le sue opere sono state esposte in varie edizioni della Biennale di Venezia, della Quadriennale di Roma, oltre che in mostre di prestigio in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero.






