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Ultimo aggiornamento: 8:03

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Tra rassicurazioni, allarmismo e annunci, il protrarsi della crisi in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz aumentano ulteriormente l’incertezza sulle conseguenze della guerra per il trasporto aereo. Con l’avvicinarsi dell’estate crescono così i timori tra chi è in procinto di programmare le vacanze. La domanda è quasi sempre la stessa: è rischioso prenotare adesso un viaggio? Una risposta certa, al momento, però non esiste. Diverse compagnie aeree, nelle scorse settimane, hanno paventato rischi di cancellazioni di voli e aumento dei prezzi dei biglietti (soprattutto a partire dai mesi di maggio e giugno) a causa dell’impennata del costo del carburante. L’Unione europea assicura che “al momento non c’è carenza” di jet fuel ma avverte che senza la riapertura della navigazione a Hormuz si rischiano “conseguenze catastrofiche”. Così il susseguirsi di dichiarazioni (spesso tra loro contraddittorie) non fa che aumentare il caos. E i prezzi dei biglietti aerei? In questi giorni, in realtà, non è difficile trovarli a cifre vantaggiose. Probabilmente proprio a causa della riduzione delle prenotazioni, con tante persone che attendono la fine della crisi per programmare le vacanze. Una notizia positiva? Non proprio. Se la crisi del petrolio dovesse continuare potrebbe aumentare, infatti, il rischio di cancellazioni.