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Ultimo aggiornamento: 11:59

Solo un terzo del cherosene per aerei arrivato dal Golfo Persico rispetto a quello importato il mese precedente. E se lo stretto di Hormuz non dovesse riaprire entro maggio, le aviolinee rischierebbero grosse difficoltà in estate, con la possibile cancellazione di centinaia di voli ogni giorno. Per provare a coprire e ridurre l’emergenza, intanto, gli Stati Uniti stanno al momento fornendo flussi record, evitando il collasso del settore dell’aviazione. Ma le forniture americane riescono a sostituire solo in piccola parte la quantità persa per la guerra in Medio Oriente.

A riportarlo è il Corriere, a cui tre esperti dicono che già da giugno alcuni aeroporti potrebbero optare per i razionamenti nei rifornimenti per alcune settimane. Motivo per cui a Bruxelles si sta pensando a una serie di piani per affrontare la carenza di cherosene. Si cercherà di massimizzare la produzione delle raffinerie da una parte, valutare misure specifiche per la fornitura dall’altro.

Qualche giorno fa Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), aveva spiegato all’Associated Press: “L’Europa ha forse circa sei settimane di carburante per jet rimaste“. Per poi concludere: “Posso dirvi che presto sentiremo notizie secondo cui alcuni voli dalla città A alla città B potrebbero essere cancellati a causa della mancanza di carburante per jet”, avvisa il direttore dell’Aie.