Il rettore dell'Università di Belgrado, come potenziale leader d'opposizione, secondo il presidente serbo, Aleksandar Vučić, non aveva il diritto di parlare ieri con Marta Kos.
Oltre a questo, sono poche o nessuna le reazioni politiche ufficiali in Serbia ai rimproveri fatti ieri a Belgrado dalla commissaria Ue all'Allargamento sullo stato di diritto, l'indipendenza della magistratura, "le repressioni degli studenti e le interferenze sui media indipendenti" in Serbia, mettendo in discussione il futuro di 1,5 miliardi di euro di finanziamenti al Piano di Crescita.
Dal punto di vista aministrativo, l'unico adattamento alle preoccupazioni di Bruxelles sono l'istruzione impartita dal governo alle autorità statali di "armonizzare le normative - leggi o regolamenti - con l'acquis comunitario". Vučić, non ha reagito nel merito delle osservazioni della Comissione Ue, ma se l'è presa, appunto, con il rettore dell'Università di Belgrado, Vladan Djokic, accreditato ufficiosamente come possibile candidato politico del movimento di protesta studentesco alle prossime elezioni in Serbia, che ieri è volato a Bruxelles per incontrare la commissaria Kos poche ore prima che questa tenesse l'audizione alla commissione Esteri del Parlamento europeo.






