Il presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, ha firmato una serie di leggi proposte dal deputato dell'SNS Uglješa Mrdić, meglio note come "leggi di Mrdić", che sono state adottate dai membri dell'Assemblea il 28 gennaio e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale.

Dispositivi che l'opposizione taccia di essere una "stretta sui giudici" e sull'indipendenza della magistratura e condannati anche dall'Unione europea come un passo indietro nel cammino verso l'integrazione europea di Belgrado.

Fra le modifiche alla precedente legislazione in merito all'organizzazione della giustizia, tanto su giudici quanto sui procuratori, che in Serbia sono carriere nettamente separate e disciplinate con relativi Csm, la cui organizzazione interna viene modificata in parte, viene abolita l'ineleggibilità ad un secondo mandato tanto per le figure di presidenti di tribunale che per i Procuratori capo. Le modifiche più estese riguardano la Legge sulla Pubblica Accusa e comportano diverse modifiche sistemiche: la commissione, che finora decideva sulle obiezioni all'obbligo dell'azione penale, alla sostituzione o all'assegnazione delle inchieste, viene abolita e il suo ruolo viene assunto dai procuratori generali della procura immediatamente superiore. Fra le altre cose, viene modificata la legge sulla lotta alla criminalità tecnologica, con l'istituzione di un dipartimento speciale per la lotta alla criminalità ad alta tecnologia presso l'Alta Procura di Belgrado, che diventa l'unico responsabile per l'intero territorio della Serbia. La legge prevede poi riorganizzazioni territoriali su procure e tribunali di primo e secondo grado. Il relatore degli emendamenti, il deputato dell'Sns Uglješa Mrdić, ha affermato dopo l'approvazione in aula che essi rendono la magistratura più efficiente e che si tratta del "primo passo per restituire allo Stato e al popolo della Serbia un sistema giudiziario che era stato dirottato": una magistratura con una propria agenda che "faceva parte di una 'rivoluzione colorata' e rappresentava un modo per usurpare le autorità legalmente elette nel nostro Paese"