L'Associazione nazionale commercialisti (Anc) esprime "forte preoccupazione per le nuove verifiche, preventive rispetto pagamenti della Pubblica amministrazione e operative dal 15 giugno, tese ad accertare l'eventuale presenza di debiti di natura tributaria da parte dei professionisti.

Inoltre, la circolare del ministero della Giustizia del 17 marzo, dispone inequivocabilmente che gli uffici gcompetenti alla liquidazione dei compensi nell'ambito delle spese di giustizia hanno l'obbligo di effettuare la verifica preventiva delle eventuali inadempienze derivanti da cartelle di pagamento per tutti i compensi da corrispondere a soggetti esercenti arti e professioni, indipendentemente dall'importo, e quindi anche se inferiore a 5.000 euro".

Lo si legge in una nota del sindacato professionale.

"L'estensione del meccanismo di prelievo immediato dei compensi professionali dovuti dalla Pa e relativo dirottamento all'Agente della Riscossione, senza previsione di soglie minime, introduce un automatismo che consente il prelievo diretto e integrale delle somme, in presenza di debiti fiscali".

Per il presidente dell'Anc Marco Cuchel "si tratta di una misura che genera un'evidente disparità di trattamento rispetto ad altre categorie, ancora tutelate da limiti di importo, e che rischia di compromettere la liquidità e la sostenibilità degli studi professionali. Dobbiamo purtroppo constatare che, ancora una volta, le categorie professionali, pur rappresentando un presidio essenziale di competenza, legalità e funzionamento del sistema economico, si confermano tra quelle maggiormente esposte a interventi normativi fortemente penalizzanti e spesso privi di adeguata considerazione per la loro reale funzione".