L'Anc (Associazione nazionale commercialisti) ha scritto una lettera alla categoria per esprimere la propria contrarietà e i propri timori per quanto contenuto, in materia di previdenza, nella bozza di riforma dell'ordinamento predisposta dal Consiglio nazionale della categoria e ora al vaglio del Legislatore.

"L'articolo 4, comma 1 della bozza", afferma il presidente Marco Cuchel, "consente l'esercizio della professione tramite società di capitali non costituite come Stp (Società tra professionisti), prevedendo, di fatto, l'esclusione per questi soggetti dagli obblighi contributivi.

Siamo, pertanto, molto preoccupati per le eventuali conseguenze che ricadranno sulle entrate delle nostre Casse di previdenza (la Cdc, Cassa dottori commercialisti, e la Cnpr, Cassa ragionieri, ndr) e per le iniquità che si configureranno a scapito dei colleghi che versano regolarmente i loro contributi per esercitare la professione" "Se ci fosse stato un confronto con la categoria, reale e non raccontato, prima del licenziamento della bozza di riforma" prosegue Cuchel, "avremmo fatto presente la pericolosità e l'ingiustizia insite in questo passaggio, ma la fretta e la volontà di escludere eventuali voci critiche hanno portato a questo obbrobrio di cui, confidiamo, il Legislatore si accorgerà, provvedendo ad eliminarlo".