L'Associazione nazionale commercialisti (Anc) esprime "forte preoccupazione" per gli effetti derivanti dalle disposizioni contenute nell'articolo 26 della Legge di Bilancio 2026, "che introduce un divieto generalizzato di utilizzo in compensazione con F24 dei crediti d'imposta agevolativi con i debiti previdenziali e assicurativi: a partire dal 1° luglio 2026, infatti, tutti i crediti d'imposta diversi da quelli emergenti da liquidazione d'imposta non potranno più essere utilizzati per compensare contributi dovuti, al fine di contrastare i fenomeni di indebite compensazioni e migliorare la tracciabilità delle partite, estendendone il divieto anche ai crediti d'imposta ceduti".

Per il sindacato professionale "un intervento normativo che, pur essendo comprensibile e pienamente condivisibile nei suoi intenti di contrasto alle frodi, ancora una volta colpirà indistintamente i crediti d'imposta legittimi, penalizzando imprese e professionisti corretti, in contraddizione con la finalità della stessa norma.

In particolare la norma impatterà sui crediti d'imposta come quelli per investimenti Industria 4.0, Transizione 5.0, Ricerca e Sviluppo di fatto vanificando anche questi interventi a sostegno dell'economia del Paese".