La fiammata dei listini dei prodotti agroalimentari non è più un timore, è una realtà. L’avamposto dei rincari sono gli ortaggi : pomodori in serra riscaldata, ma anche finocchi, asparago verde e cavolfiori, hanno registrato nella giornata di lunedì 20 aprile rialzi superiori al +30% rispetto al mese precedente. Nel dettaglio +56% i finocchi, +46% il cavolfiore bianco, +28% l’asparago verde e +27% il pomodoro ciliegino. È quanto emerge dall’analisi dei prezzi all’ingrosso dei prodotti agroalimentari, rilevati dalle Camere di commercio, dai Mercati all’ingrosso e delle Commissioni Uniche nazionali e analizzati da Borsa merci telematica italiana (Bmti).
Rialzi legati alla guerra in Medio Oriente
«Si tratta di rialzi - spiegano a Bmti - direttamente collegati al conflitto in Medio Oriente perché sono innescati dai rialzi dei listini dei fertilizzanti (il 20% dell’offerta mondiale transita dallo stretto di Hormuz) e di quelli dei carburanti». Secondo Bmti le quotazioni dell’urea (uno dei fertilizzanti più diffusi) è aumentato dall’inizio del conflitto del 75,6% con prezzi più che raddoppiati (+120%) rispetto a un anno fa. «Un’impennata - aggiungono a Bmti - che alimenta timori per le prossime semine delle colture cerealicole, in particolare mais e riso».









