La paura c'era, eccome.

E non era più "davanti", lontana, anche se pur di poche miglia.

Ma era lì, "accanto". Sono le parole con cui il comandante della Msc Euribia, Lauro Maresca, ha raccontato l'attraversamento dello stretto di Hormuz, avvenuto sabato mattina. Una finestra brevissima in cui pochissime navi sono riuscite a passare prima che tornasse a farla da padrone il doppio blocco imposto da Stati Uniti e Iran.

"C'è un confine dentro di me che riconosco ogni volta che ci arrivo: non è il limite, è un passaggio" ha aggiunto il comandante, originario di Meta di Sorrento, raccontando sui social le emozioni e le sensazioni vissute in quei momenti attesi per settimane, visto che la nave del gruppo Msc Crociere era rimasta bloccata nel porto di Dubai fin dal 28 febbraio, il giorno dell'esplosione della guerra.

Nel suo racconto, il comandante sottolinea il peso della responsabilità e ribadisce la presenza costante della paura: "Non ero solo un comandante che segue procedure e legge strumenti, ma un uomo davanti a qualcosa di più grande".