Arriva l'annuncio dell'Iran: «Hormuz è completamente aperto». Passa una prima nave da crociera, senza passeggeri a bordo. Qualcosa sembra davvero muoversi, le borse schizzano in positivo, il prezzo del petrolio crolla. Poi il mare riporta alla realtà. Hormuz non è aperto, almeno non come viene raccontato. A dimostrarlo sono le rotte di alcune petroliere e altre imbarcazioni commerciali che, nel tentativo di attraversare lo Stretto, si bloccano all'improvviso. Inversione a U e tutto rimandato. Cosa sta succedendo quindi a Hormuz?

Ciò che è andato in scena ieri tra le ultime ore del pomeriggio e l'inizio della serata è probabilmente un primo test affrontato dalle navi che da settimane sono bloccate nello Stretto, impossibilitate a proseguire la navigazione verso le loro destinazioni, dall'Europa all'Asia. Secondo i dati di MarineTraffic, un gruppo di petroliere (circa una dozzina, forse venti), ha tentato senza successo di uscire dal Golfo. Alle 21, la maggior parte delle imbarcazioni del gruppo aveva fatto ritorno. Le compagnie di navigazione hanno infatti accolto con cautela l'annuncio dell'Iran, ma hanno affermato di aver bisogno di ulteriori chiarimenti prima di riprendere i transiti, in particolare per quanto riguarda i rischi per la sicurezza, come la presenza di mine marine.