BELLUNO - Cervi stabili, caprioli in leggero calo, camosci in espansione. Sono i primi dati che emergono dal bilancio della stagione venatoria 2025-2026, presentati ieri a Longarone Fiere in occasione della 24^ edizione di "Caccia, pesca, natura", alla presenza dei presidenti delle riserve di caccia bellunesi e dei dirigenti regionali. La popolazione degli ungulati sul territorio bellunese, insomma, si è stabilizzata, sia per la presenza del lupo sia per effetto di una caccia di selezione sempre più precisa e scientifica: gli errori di classe d'età dei singoli esemplari registrati si fermano all'1,5 per cento. Nell'ultima stagione, tanto per dare un numero, sono stati 5.003 gli ungulati abbattuti. In particolare 1.472 caprioli, 2.705 cervi, 771 camosci, 55 mufloni e 3 daini. «Sono stati rispettati i piani di prelievo previsti, con tassi di copertura variabili tra l'80 e l'86 per cento» spiegano dall'ufficio caccia e pesca della Provincia di Belluno, che si occupa di predisporre il calendario venatorio e monitorare la situazione. «Per quanto riguarda i caprioli, il piano prevedeva 1.731 capi prelevabili e ne sono stati abbattuti 1.472. Per il cervo erano previsti 3.395 abbattimenti e le riserve ne hanno realizzati 2.705. Sul fronte del camoscio, degli 893 abbattimenti possibili ne sono stati realizzati 771. I dati sono quelli attesi, in linea con gli altri anni».
Cervi, caprioli e camosci, oltre 33mila ungulati nel Bellunese: 5mila quelli abbattuti
BELLUNO - Cervi stabili, caprioli in leggero calo, camosci in espansione. Sono i primi dati che emergono dal bilancio della stagione venatoria 2025-2026, presentati ieri a Longarone Fiere in...







