BELLUNO - Più di uno al giorno. È il bilancio degli incidenti stradali con la fauna selvatica. Un numero che fa impressione, soprattutto perché dietro cela spesso conseguenze gravi: la morte dell'animale investito, ferite per l'automobilista, danni notevoli alle vetture. Un numero che rivela un'incidenza elevatissima e traccia un quadro piuttosto preoccupante sul fronte della sicurezza stradale. Un quadro che però – va detto - negli ultimi anni è rimasto abbastanza stabile, senza subire incrementi o diminuzioni.
Nel 2025, ad esempio, il numero finale di investimenti stradali ai danni di fauna selvatica rilevato dalla Polizia Provinciale si è fermato a quota 393 (e nel conto non ci sono i numeri dei sinistri rilevati dalle altre forze che intervengono, in particolare i vigili del fuoco). Praticamente 1,1 al giorno, anche se ci sono periodi dell'anno più “sensibili”, specialmente i mesi dell'autunno e della primavera. Il numero rappresenta più o meno la metà di tutti gli incidenti di questo genere registrati nel territorio della regione Veneto. Il dato è emerso nel corso della fiera “Caccia, pesca, natura”, andata in scena a Longarone qualche settimana fa. E costituisce uno degli elementi su cui si misura l'attività della Polizia provinciale e del Cras, il centro di recupero degli animali selvatici. La Provincia infatti ha riaperto nel 2025 il centro a villa Zuppani (Sedico) e ha registrato nel primo anno di attività 189 accessi, con ben 67 animali curati e re-immessi in natura. Quanto agli interventi totali di recupero della fauna in difficoltà a opera della Polizia provinciale, il numero arriva a 818, di cui appunto quasi 400 a seguito di investimenti stradali.






