Undici pedoni morti perché investiti da auto, furgoncini e autocarri in Friuli Venezia Giulia fino a ieri: un triste conteggio aggiornato in tempo reale dall'Asaps, l'Associazione sostenitori e Amici della Polizia stradale, un sodalizio che in Italia rappresenta ormai l'impegno concreto a favore della sicurezza stradale.
Un numero, quello delle persone morte in regione mentre attraversavano la strada, anche sulle strisce pedonali, o camminando sul ciglio, che pone il Friuli Venezia Giulia al secondo posto in Italia, dopo la Liguria, se si rapportano i decessi al numero di abitanti. Essi si sommano agli altri 325 decessi registrati nei primi dieci mesi dell'anno sulle strade italiane. L'ultimo saluto, in ordine di tempo, il Friuli ha dovuto darlo il 9 ottobre alla diciasettenne studentessa di Precenicco, investita mentre al mattino si stava recando a prendere il bus per andare a scuola.
Un evento che ieri si è letto in filigrana nella mozione presentata in Consiglio regionale dal consigliere Roberto Novelli (FI), che propone di istituire un fondo regionale dedicato alla sicurezza stradale dei Comuni Fvg, con l'obiettivo di avviare una ricognizione delle strade urbane più critiche e di sostenere, attraverso cofinanziamenti, interventi mirati alla riduzione della velocità e alla tutela di pedoni e ciclisti.






