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20 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 7:55

In genere, quando si parla di Roma in relazione alle vicende del nuovo teatro degli anni Sessanta e Settanta, ci si limita a ricordare pigramente il fenomeno delle “cantine romane”, dimenticandosi di citare un’esperienza di ben più ampio respiro, non solo cronologico, e che comunque ebbe inizio molto prima, nel pieno degli anni Cinquanta. Mi riferisco al Teatro Club, animato fra 1957 e 1984 da due figure d’eccezione: Gerardo Guerrieri (1920-1986), regista, traduttore, critico e studioso di teatro, e sua moglie Anne d’Arbeloff (1925-2022), viaggiatrice, giornalista, poetessa, appassionata di teatro e straordinaria organizzatrice.

Diversissimi per origine e bagaglio culturale, Gerardo e Anne erano accomunati dalla stessa, incrollabile convinzione che la cultura e l’arte, con il teatro al primo posto, dovessero servire più di tutto a erodere le barriere di ogni tipo e a costruire ponti, occasioni d’incontro, di dialogo, di conoscenza reciproca.