Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 18:44

Questo articolo è gratis.

Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione

“Roma è, da sola, tante cose e quelle cose sono circondate da una calma così profonda, da una maestosità così tranquilla e serena che è impossibile immaginarne, al primo colpo d’occhio, il prodigioso insieme e l’inesauribile ricchezza”: questa frase di Charles Gonoud tratta dalla sezione italiana delle sue Memorie di un artista, pubblicate postume nel 1896, mostra immediatamente cristalline alcuni dei suoi doni artistici distintivi, tra cui la capacità di cogliere con sensibilità poetica i dettagli rivelatori all’interno di una visione profonda, colma di meraviglia. Frase opportuna da porre in calce alla prima rappresentazione romana del Roméo et Juliette (1867) al Teatro dell’Opera, benché nella contemporaneità il perenne splendore del Genius Loci sia, in superficie, immersa in un caos infernale, più che in una calma profonda.