Come si assume un farmaco? Si può dividere una compressa per dimezzare la dose o triturarla? Si possono prendere con tè, succhi di frutta o latte al posto dell'acqua? Lo spiega Gianni Sava, direttore di SIFMagazine della Società Italiana di Farmacologia al Corriere della Sera.

«Una volta assunto il medicinale, il principio attivo deve entrare nel sangue per essere trasportato dove deve agire: durante questo processo può passare dal fegato, dove può andare incontro a trasformazioni che possono ridurre la sua attività, oppure essere immagazzinato nel tessuto adiposo o eliminato, nella maggioranza dei casi con le urine. Dosi e tempi di somministrazione servono quindi per mantenere la concentrazione del farmaco nella finestra terapeutica per tutta la durata della cura, garantendo che la dose successiva possa rimpiazzare la quantità di farmaco perduta nel tempo trascorso dalla dose precedente, calcolata tramite l’emivita. La scelta è perciò più critica per i principi attivi con una stretta finestra terapeutica, come i digitalici per il cuore, in cui anche una piccola variazione della concentrazione nel sangue può comportare una perdita o un eccesso di attività, con possibili tossicità gravi: in questi casi rispettare dosi e tempi è ancora più essenziale, così come conoscere lo stato di salute del paziente perché l’efficienza di fegato e reni può modificare in misura consistente la quantità di principio attivo in circolo».