Nel palmo della mano sembra uno dei tanti farmaci in compressa, e invece è ben altro. Qualcosa che va oltre la pillola “endoscopica” che ispeziona da cima a fondo l’apparato gastrointestinale. Stavolta la scienza ha fatto, anzi sta facendo, un passo più in là: la capsula, minuscola, cilindrica, servirà a controllare se nell’intestino c’è qualche “perdita”, un sanguinamento, conseguenza di un’ulcera successiva a un intervento, in genere dopo un’anastomosi (sutura tra due segmenti).

Ma a stupire è la “magia” del cilindretto-capsula che, una volta scoperta la fonte emorragica, “partorisce” una specie di cerottino (struttura in 4D) che si srotola per andare a tamponare la falla. E così, in pochi secondi blocca l’emorragia. Al momento si tratta di uno studio sperimentale, ma non ci vorrà molto per arrivare all’applicazione sull’uomo. Il progetto Prin 2022 Prometheus vede coinvolti tre atenei: Ingegneria dell’Informazione (Pisa) con il professor Carmelo De Maria, Neurofarba (Firenze), con il chirurgo Antonino Morabito dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, l’Istituto di Chimica sempre dell’Università di Firenze con Paolo Rovero e Luca Valentini di Ingegneria civile e ambientale dell’ateneo di Perugia.